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aprile 9, 2011 / Francesco

Al drive in c’è un cane bellissimo.

Son così giù di morale e stanco che sarebbe un’offesa non scrivere in un momento come questo.

Gli animali hanno una capacità innata nel percepire e capire gli stati d’animo senza usare il linguaggio parlato. Un cane addomesticato non parla col tizio che lo accudisce e gli da da mangiare e lo porta a spasso a fare la popò ma capisce benissimo se è felice o se è triste, se ha bisogno di coccole o di tranquillità.

Gli uomini parlano un sacco tra loro e non lo capiscono, non si capiscono, non capiscono come stanno, non capiscono un cazzo. Poi si mandano gli sms, le email, le chat su facebook ed è ancora peggio, è un totale disastro. Nell’ultimo periodo mi ha incuriosito molto l’espressione “il linguaggio vizia”. No. Il linguaggio è un vizio, è IL vizio. Le parole mangiano via la realtà come faccio io quando ho fame e faccio sparire una pizza in sei minuti e mezzo.

Le parole sono il primo passo con cui l’umanità si è costruita la gabbia a specchio in cui ogni individuo è rinchiuso, intrappolato nei propri problemi. Quando il primo hominide ha coniato la prima parola, per primo ha perso un po’ di quella straordinaria, magica capacità che hanno gli animali meno evoluti di comunicare e capirsi per davvero, e di capire la natura, di capire tutto. I volatili lo capiscono subito quando un cataclisma sta per accadere, e volano via. Gli uomini sono troppo occupati a bla bla bla bla bla. Centinaia di pinguini sanno bene in che luogo trovarsi per la stagione dell’amore, senza mandarsi sms o organizzare eventi su facebook. Una mamma, quando suo figlio la sveglia piangendo, capisce immediatamente il motivo per cui il piccolo piange, e lo fa senza parlarci. È una dote straordinaria che hanno le donne, l’ultimo residuo di quella portentosa capacità animalesca di comunicare col corpo, con gli odori, con la temperatura, di decifrare tutte queste numerosissime variabili e di capire tutto per davvero, senza usare le fottute parole!

Stasera, come ho già detto all’inizio, ero molto giù di morale, come stamattina, come ora. Ora un po’ meno. Ero al drive in e guardavo un film bellissimo. Alla fine del film il bellissimo cane (credo sia di Dario), mi si è avvicinato fino a sfiorarmi, e ho iniziato ad accarezzarlo. E ho pensato (ho pensato parole, vizio del mio essere umano, maschio, alessitimico, con il muro a specchio e compagnia bella). Ho pensato “cane, cane bellissimo. riesci a percepire ciò che ho dentro, semplicemente dalle carezze che stai ricevendo?”. Quel cane bellissimo non mi cagava. Ho continuato ad accarezzarlo e ho pensato più forte, senza parole. Allora il cane ha fatto questa cosa straordinaria. Il cane ha tirato su la zampa e me l’ha poggiata sulla gamba, come a volermi consolare. Gliel’ho accarezzata, l’ha ritratta. Poi ha allungato di nuovo la zampa in direzione del palmo della mia mano, e gliel’ho afferrata, e ci siamo stretti per le mani.

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